domenica 7 novembre 2010

VITE APPESE


pubblicata da Silvia Nulli
domenica 7 novembre 2010

Capita che, mentre il presidente del consiglio si adopera per evitare l'arresto di una minorenne marocchina, sei immigrati extracomunitari siano costretti a salire su una gru e a vivere sospesi da oltre una settimana a 35 metri da terra. Ragazzi (il più vecchio ha 35 anni), di origini etniche differenti, che attendono da un anno un misero permesso di soggiorno e che hanno la sola colpa di essere immigrati.

In questo paese governato (si fa per dire...) da questa cricca di delinquenti, interessati solo al proprio potere personale, dove i cittadini sono considerati dei meri sudditi di fronte alle istituzioni, ci sono sudditi di serie A, di serie B e di serie C: gli immigrati sono relegati nella fascia più bassa.

Per questo, nel ricco nord-est, dove domina il lega-pensiero, qualcuno pensava che si sarebbe potuto semplicemente ricacciare indietro gli immigrati che perdono il posto di lavoro a a causa della crisi, dopo che per anni essi hanno svolto i lavori più umili, più duri e in condizioni disagiate, lavori che gli italiani non vogliono più fare - nelle stalle, nelle acciaieria, nell'edilizia... spesso malpagati ed in nero – contribuendo ad arricchire l'imprenditoria italiana.

Pensavano che sarebbero stati zitti, accettando semplicemente di venir mandati via da un paese ove – a dispetto delle becere politiche di eslusione e ghettizzazione delle giunte locali e di una legge che di fatto ostacolal'immigrazione - si sono oramai integrati e i loro figli frequentano le stesse scuole dei figli degli italiani. Pensavano che si potesse truffarli – costringendoli a sborsare allo stato soldi che non verranno mai restituiti per cercare di ottenere un permesso di soggiorno che non arriverà mai.

Pensavano- come il vicesindaco leghista di Brescia – che con la “linea dura” li si sarebbe facilmente messi fuori gioco. Ma qualcuno non ha fatto bene i conti.
Il coraggio di sei giovani dall'alto di una gru nel centro cittadino di una delle più ricche città dell'opulento nord-est ha spiazzato tutti.
Ieri una manifestazione di sostegno all'insegna del motto “siamo tutti sulla gru”, autogestita, senza la sponsorizzazione di partiti o di sindacati, organizzata grazie all'appoggio di realtà antagoniste e associazioni di migranti, cui successivamente hanno aderito gruppi di protesta di altre realtà del nord. In piazza e per le strate moltissimi immigrati, ma anche cittadini italiani: un corteo di diecimila persone che dopo aver salutato i fratelli sulla gru, ha attraversato le vie del centro cittadino, tra gli sguardi attoniti dei bresciani.
Sono svariati anni, ormai, che a Brescia non capitava di vedere così tanta gente scendere per strada a protestare: ma di certo, in un città governata da una coalizione PDL-Lega, nessuno si aspettava di vedere il “salotto buono” cittadino invaso da migliaia di immigrati del tutto decisi a veder rispettati i propri diritti.

E i leghisti, dov'erano, con i loro “fucili”...? Nemmeno uno se ne è visto... Neppure un fazzoletto verde, né una bandiera con Alberto da Giussano alla finestra....In compenso dalle finestre e dai balconi si affacciavano proprio tutti, uscendo dai negozi per guardare la folla rumorosa ma pacifica ed ordinata. Troppi, tanti da far paura...meglio stare zitti; e per i leghisti, meglio non farsi nemmeno vedere... Certamente tanti bresciani si saranno ingoiati un commento stizzito, che in altre occasioni avrebbero senz'altro proferito: le signore di mezza età alla fermata dell'autobus, perchè su quell'autobus avrebbero viaggiato assieme agli stessi immigrati, fratelli di quelli che protestano; i signori e le signore della c.d. ”Brescia-bene”, con le loro giacche di cachemire e i pacchetti dello shopping, perchè preoccupati, nel vedere questa folla enorme di immigrati che scandivano slogan come “lotta dura senza paura” occupare, come un fiume in piena, il "Corso" cittadino...che questi un giorno dovessero decidere dii invadere anche casa loro...chi potrebbe fermarli?


Certo che qualcuno non ha fatto bene i conti: questi sono giovani e arrabbiati, abituati ad una vita dura e di sacrifici, che a poco più di vent'anni hanno moglie e figli da mantenere. Non sono di certo i giovani debosciati che fanno la coda per partecipare ai provini del grande fratello...Mentre la maggior parte degli italiani, chi per vergogna nel mostrare la propria condizione di disagio sociale, chi per pigrizia, chi per indifferenza e chi semplicemente per ignoranza, preferiscono interessarsi di gossip e passare il proprio tempo libero a rincoglionirsi davanti alla TV. Questi hanno il coraggio e la determinazione che manca a molti italiani. Non hanno nessuna intenzione di scendere dalla gru, e stanno lì, dove tutti possono ben vederli. A nulla servirà la rete di protezione sotto la gru che la giunta bresciana vuole realizzare onde evitare che questi possano mettere in atto la minaccia di buttarsi - minaccia con cui tengono lontani le forze dell'ordine che vorrebbero farli sendere a forza. Di gru ce ne sono tante....e questa gente è troppo arrabbiata e determinata, non teme la lotta e nemmeno il confronto fisico.
E se queste forme di protesta dovessero diffondersi nel paese, non occorrebbe nemmeno attendere le mosse di Fini per far cadere questo Governo...
Ieri intanto, a Milano, altri immigrati sono saliti a svariati metri da terra, questa volta su di una torre industriale.

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morte nel deserto libico:


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